a cura di Simona Piro, responsabile Marketing

Le città continuano a svilupparsi in maniera complessa. Riqualificati i centri e recuperate le aree industriali, si delocalizzano le nuove attività, i complessi commerciali, le residenze. I nuovi carichi funzionali mal si realizzano nei centri delle grandi metropoli, a causa dell’imperfezione infrastrutturale, che esigerebbe un’imponente modernizzazione; la regolazione e progettazione del sottosuolo compensa in parte un ridisegno organico della città, sempre attraversata da flussi indispensabili di persone, merci e informazioni.

Il potenziamento delle reti di trasporto su ruote o rotaia (alta velocità, metropolitana), non può essere sufficientemente considerato per contenere la congestione e l’inquinamento, se non si pianificano i volumi di mezzi in ingresso e la capacità dei parcheggi. Laddove, però, questo spostamento “fisico” rischia di immobilizzare la città, ha avuto senso ricorrere a nuove strategie e utilizzare le innovazioni informatiche e telematiche per spostare virtualmente il lavoro – o altre attività – e consentire flussi “eterei” d’informazioni.

Per fare ciò è fondamentale che la rete di trasporto, distribuzione, condivisione delle stesse informazioni sia estesa ed efficiente; il cablaggio di reti di comunicazione a scala geografica e urbana consente non solo la sperimentazione del telelavoro, ma anche la localizzazione separata dei servizi, in aziende indipendenti, estranee alle imprese che, di fatto, ne richiedono l’esternalizzazione. L’offerta prosegue sotto l’aspetto dell’attuazione di programmi che obbligano a trovare nuove soluzioni organizzative tra gli operatori pubblici e privati (Sanità, Istruzione, Cultura e Tempo libero, Energia, imprese che lavorano nelle ICT e IT) e che fanno nascere nuovi servizi, nuove opportunità professionali. Anche le abitazioni sono comprese in questo processo di ristrutturazione, poiché gli abitanti e le loro residenze sono rispettivamente gli “utenti finali” e i “terminali” di servizi analogamente erogati da enti specializzati; addirittura può accadere che in alcuni ambiti, la domanda di servizi sociali sia addirittura superiore all’offerta che le istituzioni sono capaci di creare o gestire.

Le infrastrutture tradizionali energetiche (luce, gas, acqua) saranno integrate, perciò, con le reti informatiche, le nuove smart grids, fondamentali per l’implementazione dei servizi d’automazione e integrazione degli edifici, come pure per comporre la gestione e il controllo delle reti tecnologiche attraverso, ad esempio, servizi di telelettura. La tecnologia induce forme sempre più avanzate di artificializzazione dello spazio sia urbano, che architettonico, contribuendo a modificare le prospettive simboliche entro cui collochiamo il nostro punto di vista, tra passato e futuro.